Credo di potere sostenere senza alcun dubbio che lo sport rappresenta un elemento di fondamentale importanza per i ragazzi. La lora crescita può e deve essere favorita dalla palestra insostituibile dell'attività sportiva; non è eccessivo pensare in questi termini, la storia stessa dell'umanità, nel corso dei secoli, dimostra ampiamente quali risorse e potenzialità interiori vengano sviluppate con l'esercizio fisico.

Le ultime ricerche e le statistiche correlate sottolineano un aspetto inquietante che inesorabilmente emerge presso le nuove generazioni: obesità edipendenza da un mondo virtuale (video game- internet- chat...). Come maestri di sport abbiamo l'obbligo morale di non sottrarci alle nostre responsabilità, soprattutto quelle di educatori. Il tempo che i ragazzi trascorrono con noi non è moltissimo ma questo non consente di pensare che il nostro contributo, seppure minimo, non possa influire sulla loro educazione di vita. La degenerazione dei costumi giovanili (droga, alcol, dipendenze di ogni genere) non sorprende se letta attraverso un attento esame della nostra società. Chi è la società? Siamo noi, nessuno si senta escluso e faccia un esame di coscienza. Lo sport mette il ragazzo di fronte a molteplici questioni che, se vissute con una buona guida, possono sortire effetti importanti e duraturi: il ragazzo impara a socializzare, si confronta in modo rispettoso con i propri coetanei e con il maestro. Con l'avvicinamento graduale alla competizione e agli allenamenti il giovane impara a conoscere le frustrazioni e i successi; moderare l'euforia della vittoria dando ad essa la giusta importanza e diventare resilienti alle sconfitte; conoscere se stessi nel momento della caduta in cui sembra che tutto vada storto, riprendere daccapo la fiducia in ciò che si è imparato e avere la forza di ripartire. Quante volte nella vita bisogna ripartire! Un elemento che ritengo assoluto è relativo alprocesso di apprendimento; deve essere anteposto al risultato, sempre! Il ragazzo deve innamorarsi di quello che sta facendo, entrare dentro alle più piccole emozioni dell'imparare e del divertirsi nel farlo. La smania del risultato uccide la passione, soprattutto nei giovanissimi, innescando la voglia di fuggire piuttosto che continuare. " Non ho voglia di andarmi a prendere un'altra umiliazione, anche questa volta..." dicono molti bambini che ho conosciuto e che erano pressati dai genitori i quali proiettavano le loro aspirazioni sui piccoli." Se mio figlio è bravo sono bravo io..." é questa la motivazione inconscia che crea disastri immani. * Lo sport indirizza verso valori e ideali di vita sani. Stimola la motivazione e accresce la consapevolezza del proprio essere. * Lo sport si contrappone alla chiusura e aiuta a condividere con il mondo la propria esistenza. * Sviluppa una resilienza psico-fisica che risulta fondamentale per l'evoluzione del ragazzo. * Evita le malattie che derivano dalla mancanza di esercizio fisico generando benessere. * Il gioco esercita e addestra la creatività. Propone esperienze nuove e stimoli fortissimi. * Educa. La disciplina consente di conoscere i limiti nei confronti degli altri e di noi stessi. * Educa a prendersi tutte le responsabilità di ciò che succede senza scaricare sugli altri i motivi degli insuccessi. Azzera le scuse, molto diffuse ai giorni nostri. * Educa all'impegno; impegnarsi vuol dire lottare per qualcosa, cercarlo, seguirne le tappe e comprendere che nulla si ottiene per caso. Dobbiamo aiutare i ragazzi ad essere gli uomini di domani, prima di tutto, non solo sciatori.

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